Il Capriolo (Capreolus capreolus)
Il capriolo è il cervide più piccolo e diffuso del nostro Appennino: un animale slanciato, agile ed elegante, che si muove con balzi leggeri tra il bosco e le radure. Tra le specie che documentiamo con le fototrappole è una delle più frequenti, complice la sua adattabilità a boschi misti, coltivi e zone di margine.
Come riconoscerlo
Un capriolo adulto è alto al garrese circa 55-77 cm e pesa mediamente tra i 20 e i 30 kg: molto più piccolo del cervo, con cui talvolta viene confuso da chi non lo conosce. Il corpo è slanciato, con treno posteriore leggermente più alto di quello anteriore, testa corta, orecchie e occhi grandi.
Il mantello cambia colore con le stagioni: rossiccio-fulvo in estate, grigio-bruno in inverno. Il muso tende al grigio scuro/nero, la gola è chiara. Caratteristico lo “specchio anale” bianco, più evidente in inverno, che spesso si nota bene nei filmati notturni delle fototrappole. La coda è praticamente assente.
I maschi portano piccoli palchi ossei (non vere corna), generalmente a tre punte per lato negli adulti. Cadono ogni anno in autunno (ottobre-novembre) e si riformano completamente entro la primavera successiva, quando vengono “puliti” dal velluto.
Habitat e distribuzione
Il capriolo predilige gli ambienti di transizione: boschi aperti con folto sottobosco, alternati a radure, prati e coltivi. È proprio la lunghezza del margine tra bosco e campo aperto a offrirgli il massimo di risorse alimentari disponibili.
In Italia è diffuso con continuità sulle Alpi e sull’Appennino centro-settentrionale; nell’Appennino tosco-emiliano, quindi anche nella nostra zona del Frignano, è una specie presente e ben distribuita, seppur non numerosissima come altrove.
Comportamento e vita sociale
Contrariamente a quanto si pensava un tempo, il capriolo non è un animale solitario in senso stretto: la sua vita sociale cambia radicalmente con le stagioni.
- Fine inverno-primavera: i maschi diventano territoriali, marcano il proprio territorio (5-20 ettari circa) sfregando le corna su rami e arbusti, e lo difendono dagli altri maschi adulti.
- Estate: periodo degli amori (luglio-agosto), con inseguimenti rituali del maschio verso la femmina.
- Autunno-inverno: cessata la territorialità, si formano gruppi familiari misti, guidati da una femmina dominante, composti in genere da pochi individui (madre, piccoli dell’anno, talvolta un maschio giovane).
È un animale prevalentemente crepuscolare e notturno, il che lo rende un soggetto ideale per le fototrappole, ma dobbiamo dire che nelle zone in cui lo abbiamo ripreso si è manifestato su tutto l’arco della giornata: dal mattino presto al primo pomeriggio, a tarda sera e durante la notte.
Alimentazione
È un brucatore selettivo: sceglie cioè alimenti ad alto contenuto proteico piuttosto che grandi quantità di foraggio povero. La dieta cambia con le stagioni:
- primavera-estate: germogli e apici di latifoglie (carpino, quercia, salice, biancospino), leguminose
- autunno: frutti selvatici (mirtilli, castagne, ghiande)
- inverno: apici legnosi e ciò che resta disponibile nei coltivi
Si nutre più volte al giorno, con punte di attività alimentare all’alba e al tramonto — altri due momenti chiave per intercettarlo con la fototrappola.
Riproduzione
Gli accoppiamenti avvengono tra luglio e agosto. Il capriolo ha una particolarità unica tra gli ungulati europei: l’ovulo fecondato rimane “in pausa” (diapausa embrionale) fino a dicembre, quando riprende lo sviluppo. La gestazione effettiva dura quindi circa 9-10 mesi. I piccoli, di norma 1-2, nascono tra maggio e inizio giugno e restano nascosti e immobili nell’erba alta nelle prime settimane di vita, mentre la madre si allontana per pascolare e li raggiunge solo per l’allattamento.
Il verso del capriolo
Il verso del capriolo, spesso chiamato abbaio, ma tecnicamente detto scrocchio, è un suono che ricorda appunto l’abbaiare roco di un cane.
Rientra fra i segnali di allarme, quando il capriolo è insospettito e quindi spaventato da qualcosa, oppure come segnale di territorialità utilizzato dagli individui maschi.
Ci è capitato diverse volte di sentire i maschi che “abbaiano” ripetutamente, senza apparente motivo, anche nelle vicinanze dell’abitato, durante la loro fase territoriale.
Il capriolo nel Frignano
Le riprese del video qui sotto sono di inizio estate: le fototrappole hanno immortalato sia il maschio sia la femmina, sempre in transito da soli, come è naturale attendersi in questo periodo.
Le catture spaziano dalle ore diurne fino alla notte fonda, confermando quanto il capriolo sia attivo lungo tutto l’arco delle 24 ore.
Nello stesso punto di passaggio, in un frangente notturno, la fototrappola ha registrato anche l’attraversamento rapido di un cinghiale maschio: una evidenza di come gli stessi corridoi boschivi vengano condivisi da specie diverse, spesso a distanza di poche ore l’una dall’altra.
Sul canale YouTube vi sono molte altre riprese di caprioli, anche di cuccioli più o meno cresciuti accompagnati dalla mamma.
Il video
Fonti
- Wikipedia, voce “Capreolus capreolus”
- Regione Emilia-Romagna, Ambiente — Schede mammiferi, Capriolo
- Oasi WWF Policoro, scheda Capriolo (Capreolus capreolus italicus)
