Il Cinghiale (Sus scrofa)
Se cervo e capriolo li possiamo vedere muoversi con grazia e agilità tra gli alberi, il cinghiale attraversa il bosco con tutt’altro passo: massiccio, deciso, spesso annunciato dal fruscio del sottobosco prima ancora di comparire davanti all’obiettivo. È probabilmente la specie più diffusa e adattabile del nostro Appennino.
Come riconoscerlo
Un cinghiale adulto misura 100-150 cm di lunghezza testa-corpo, con un’altezza al garrese di 60-90 cm; il peso varia moltissimo, da circa 45 a oltre 180 kg nei maschi, leggermente meno nelle femmine. Il corpo è tozzo e robusto, più sviluppato nella parte anteriore, con zampe posteriori più corte delle anteriori. La testa è grande, conica e termina con il caratteristico grugno nudo usato per scavare e fiutare; occhi piccoli, orecchie grandi e dritte.
Il mantello, fatto di setole grossolane, va dal bruno nerastro al grigio brunastro, più chiaro e rado in estate, più scuro e folto in inverno. La coda è corta, con un ciuffo di setole all’apice. Solo i maschi sviluppano zanne vistose: i canini inferiori e superiori crescono per tutta la vita e si autoaffilano per attrito, curvandosi verso l’alto.
I piccoli hanno un aspetto molto diverso dagli adulti: mantello fulvo striato di bande chiare, un ottimo mimetismo nel sottobosco, che perdono attorno al quarto mese di vita.
Habitat e distribuzione
Il cinghiale frequenta pianura, collina e montagna fino al limite della vegetazione arborea, con preferenza per boschi folti di latifoglie e sottobosco ricco, alternati a pascoli, terreni coltivati o zone umide. È una specie estremamente adattabile ed è ormai diffusa in pratica su tutto il crinale appenninico emiliano-romagnolo, compresa naturalmente la nostra area del Frignano.
Le popolazioni presenti in regione hanno un’origine piuttosto eterogenea, frutto di immissioni a scopo venatorio, fughe da allevamenti e ricolonizzazioni spontanee nel corso del Novecento: questo spiega anche la notevole variabilità di taglia e colorazione che si osserva da zona a zona.
Comportamento e vita sociale
Il cinghiale ha abitudini prevalentemente notturne e crepuscolari, anche se nei luoghi più tranquilli e indisturbati può pascolare anche di giorno. Durante le ore diurne si riposa in buche scavate nel terreno con muso e zoccoli, spesso imbottite di frasche e foglie secche nei mesi freddi.
La struttura sociale distingue nettamente i due sessi per gran parte dell’anno:
- Femmine: vivono in gruppi familiari stabili, guidate dalla femmina più anziana, insieme ai piccoli e ai giovani
- Maschi adulti: conducono vita solitaria per la maggior parte dell’anno, allontanandosi dal gruppo natale
- Periodo degli accoppiamenti: i maschi abbandonano temporaneamente la solitudine per raggiungere i branchi di femmine
Un comportamento distintivo è l’insoglio: il cinghiale ama rotolarsi nel fango per rinfrescarsi, proteggere la pelle e curare piccole ferite, per poi sfregarsi contro tronchi e rocce per togliersi la crosta di terra essiccata. Andando per sentieri ci si imbatte spesso nelle tipiche buche scavate col grugno, a caccia di radici, tuberi o invertebrati.
Alimentazione
È una specie onnivora e particolarmente opportunista, con una dieta che comprende:
- ghiande, castagne e altra frutta selvatica
- tuberi, bulbi, radici e funghi
- rape, cereali e altri prodotti agricoli
- piccoli invertebrati, uova, nidiacei e occasionalmente piccoli vertebrati o carogne
Proprio questa dieta così varia, unita alla sua capacità di scavare in profondità, lo rende una specie molto adattabile e in certe zone è causa di ingenti danni alle coltivazioni.
Riproduzione
Nella nostra regione gli accoppiamenti si concentrano tradizionalmente tra novembre e gennaio, anche se in altre aree del suo areale la specie può presentare cicli riproduttivi più flessibili nel corso dell’anno. La gestazione dura circa 4 mesi: il parto avviene in un covo nascosto nel folto della vegetazione, foderato di foglie, con cucciolate che vanno da 3-4 fino a 8-12 piccoli. Lo svezzamento si completa verso i 2-3 mesi, l’indipendenza a 5-6 mesi. La maturità sessuale arriva presto nelle femmine (circa un anno e mezzo), mentre i maschi raggiungono la piena maturità sociale, necessaria per competere e riprodursi, solo attorno ai 4-5 anni.
Il cinghiale nel Frignano
In questo video la fototrappola ha ripreso più volte quello che sembra essere sempre lo stesso maschio adulto, di passaggio abituale nella stessa zona. Le catture, in gran parte notturne e crepuscolari, confermano il carattere schivo e solitario tipico dei maschi al di fuori del periodo degli accoppiamenti: un animale che attraversa il proprio territorio da solo, senza soste prolungate davanti all’obiettivo.
Poco distante dal punto di ripresa, lungo un sentiero limitrofo, sono stati trovati i caratteristici scavi nel terreno lasciati dal suo grufolare, come detto un segno di presenza spesso più facile da individuare del passaggio dell’animale stesso, e la controprova che l’esemplare frequenta stabilmente quest’area anche fuori dall’inquadratura della fototrappola.
Il video
Fonti
- Wikipedia, voce “Sus scrofa”
- Regione Emilia-Romagna, Ambiente — Schede mammiferi, Cinghiale
