Per chi come me frequenta l’ambiente montano da tanto tempo, quello che verrà detto in questo breve articolo sarà probabilmente banale e scontato, ma c’è un fatto che non può essere ignorato: da qualche anno, ed in particolare durante e dopo la pandemia del COVID, le montagne hanno visto un picco nelle frequentazioni che da allora non si è smorzato, complice anche il cambiamento climatico che porta le persone a cercare refrigerio dalla calura insopportabile delle città.
Ai tempi del COVID, la necessità di mantenere un certo distanziamento ha favorito i luoghi di villeggiatura in Appennino e sulle Alpi, con un vistoso incremento delle presenze. Ma come spesso si sente dire: “La montagna è per molti, ma non per tutti”.
Vivere la montagna (o meglio, aspettarsi di poter vivere la montagna…) come si vivrebbe una vacanza in uno stabilimento balneare, genera non pochi problemi di convivenza con la natura e con le persone che vogliono invece approcciarsi all’ambiente montano con più equilibrio e rispetto.
Equipaggiamento non idoneo, schiamazzi, rifiuti buttati nei boschi, cani lasciati liberi di scorrazzare senza alcun controllo, penso siano ormai esperienza comune per chi frequenta aree montane che sono diventate mete turistiche ambite.
Questa invasione impatta inevitabilmente con chi vorrebbe raccogliere immagini e video della fauna selvatica con le fototrappole, o anche solo riservarsi la (remota, purtroppo) possibilità di qualche incontro dal vivo: una esperienza davvero impareggiabile!
Ecco allora che riscoprire il “valore del silenzio” sarebbe cosa buona e giusta: camminare in gruppo non significa necessariamente parlare tutto il tempo e soprattutto non al tono di voce che si userebbe seduti al bar lungo una via trafficata in città.
Bisogna rieducarsi al silenzio: così come nella musica le pause sono importanti tanto quanto le note, il silenzio in montagna non è un vuoto da riempire con del rumore, ma un modo per concentrarsi sui propri passi, per apprezzare quello che la natura ci regala mentre camminiamo sui sentieri.
La montagna non è per tutti, perché non tutti sono in grado di apprezzare il valore del silenzio!
